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Nel 1994 un fulmine a ciel sereno colpì l’Austria, terra che fino a quel momento aveva offerto, per quanto riguarda il panorama estremo, entità musicali tutt’altro che memorabili. Nel 1994 infatti, sotto i vessilli della lungimirante Napalm Records, usciva l’album di debutto degli Abigor, intitolato “Verwustung (Invoking the Dark Age)”.
Questi tre demoni provenienti dall’insignificante cittadina di Dobermannsdorf presentavano un black metal feroce e barbarico, tutto basato su un riffing complesso ed inconfondibile, con due chitarre ad intrecciarsi vorticosamente con continui cambi di tempo e con un lavoro doppio da svolgere data la mancanza di un basso, un’altra delle caratteristiche fondamentali della musica degli Abigor. A sovrastare il tutto gli screams acuti e stonati di Silenius, che in questo album offre una prova vocale davvero ispirata e all’altezza della situazione, a mio parere la migliore della sua carriera.
Il disco ha un sapore antico, dalle atmosfere volutamente medievaleggianti e con lyrics incentrate su un satanismo “ereticale” che si sposa alla perfezione con l’immagine della band ma soprattutto con la musica proposta.
I pezzi, che ad un ascolto superficiale possono risultare noiosi ed incomprensibili, rivelano alla luce di un ascolto più attento caratteristiche nascoste e i riff, difficilmente memorizzabili ad un primo impatto proprio per la loro complessità, risultano davvero ispirati e ben studiati, specialmente quelli più veloci e dal sapore più “groovy”. Sono presenti, di tanto in tanto, anche stacchi più arpeggiati ed incursioni di synth che arricchiscono il disco di un sapore “misticheggiante” e . La prova di T.T. dietro le pelli è impeccabile, e il batterista detta i tempi in maniera eccezionale riuscendo quasi a non far notare l’assenza del basso grazie ad un gran dinamismo e a continui cambi di tempo. Il brano più lungo del disco, “Kingdom of Darkness”, è il perfetto esempio dell’Abigor-style e presenta tutte le caratteristiche succitate, risultando uno dei migliori brani della storia della band.
Un altro brano particolarmente riuscito è “Eye to Eye at Armageddon”, che si apre con un riff molto melodico per proseguire su versanti più veloci con anche delle leggere linee di synth ad aggiungere atmosfera e profondità al pezzo, per poi ritornare su lidi più melodici nel “refrain” ( che ovviamente non è un vero e proprio ritornello ) con un paio di riff davvero eccezionali; anche questo uno dei picchi massimi del disco e una grande dimostrazione di classe e capacità compositive non da poco.
La successiva “In Sin” è il mio brano preferito dell’album, che si apre anch’esso con un bel riff melodico per poi seguire le stesse coordinate della song precedente, ma concludendosi con un riff assolutamente eccezionale, il mio preferito di tutto il disco.
Degna di menzione anche la splendida “Weeping Midwintertears” dove un tappeto di synth molto suggestivo accompagna la squillante e feroce voce di Silenius in un connubio davvero insolito ma estremamente azzeccato, anche questo uno dei migliori pezzi dell’album.
Ho citato solo i miei brani preferiti, ma anche tutti gli altri brani ( comprese le due bellissime strumentali presenti ) sono assolutamente allo stesso eccellente livello, e ognuno avrà sicuramente le proprie preferenze personali per un brano piuttosto che un altro.
Concludo consigliando questo disco a tutti gli amanti della musica estrema perché è davvero una gemma dal valore inestimabile, e anche se ai primi ascolti potrebbe sembrare noioso ed anonimo perseverate, perché solo con numerosi ascolti attenti scoprirete il valore di “Verwustung”, e allora lo amerete.
10
